Cos'è lo specialty coffee?
— Valentina Palange
Te lo racconto in modo semplice, promesso.
Lo specialty coffee è un caffè di altissima qualità che ha subìto nel corso del tempo diverse narrazioni, perché si è sempre cercato di dargli un senso e una descrizione quasi scientifica, per distinguerlo da quello che non ha nulla a che vedere con i soliti caffè da supermercato, quelli commerciali.
Nella prima parte della sua storia, iniziata intorno agli anni ‘70 grazie a una donna di nome Erna Knutzen, lo specialty coffee era identificato come “quel caffè raro che cresce in microclimi particolari e ad altitudini elevate”.
Poi, col tempo, le istituzioni ufficiali hanno introdotto la regola del punteggio: specialty è quel caffè che raggiunge o supera gli 80 punti e può arrivare a un massimo di 100, il valore supremo.
Oggi lo specialty coffee è, più semplicemente, un caffè da raccontare attraverso la voce delle torrefazioni e di chi lavora nelle caffetterie. Perché ciò che ha di vantaggioso, oltre al sapore e all’assenza di difetti fisici tali da compromettere i sentori aromatici, è la filiera corta e le certificazioni che può aver acquisito. Ma soprattutto racconta il lavoro che c’è dietro e che parte dai produttori e le produttrici dei Paesi d’Origine.
Il risultato nel bicchiere? Sapori che non ti aspetti. Frutta, fiori, cioccolato, agrumi, a volte qualcosa che non riesci neanche a descrivere bene ma che vorresti ritrovare ogni mattina.
Sta di fatto che chi lo apprezza difficilmente torna indietro. E questo ci sentiamo di dirvelo poiché ci siamo passati anche noi.
— Valentina Palange